È in corso la fermata del COVA: 1.200 persone al lavoro

Le attività di manutenzione prevedono un investimento di 140 milioni di euro e il coinvolgimento di 170 imprese

Sono partite il 26 aprile le operazioni per la fermata generale del Centro Olio Val d’Agri, necessaria allo svolgimento di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria programmati, che dureranno circa 50 giorni.

Le attività manutentive prevedono un investimento di circa 140 milioni di euro e il coinvolgimento di circa 170 imprese e 1.200 lavoratori e riguardano verifiche di integrità delle apparecchiature del COVA e dei pozzi tramite la revisione di oltre mille strumenti, interventi sulle condotte della rete di raccolta e operazioni di bonifica con oltre 100 accessi in spazi confinati. In programma anche interventi di upgrade dell’impianto con miglioramenti tecnologici per aumentarne ulteriormente l’affidabilità, l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale come l’aggiornamento dei sistemi di controllo del COVA: l’Emergency Shut Down (ESD) e l’Integrated Control and Safety System (ICSS) - che insieme costituiscono il sistema automatico di gestione delle situazioni di emergenza – nonché il potenziamento del Sistema di Monitoraggio in Continuo delle Emissioni in atmosfera (SMCE).

Un grande sforzo gestionale, preparato secondo un programma di assessment iniziato un anno e mezzo fa, già prima della pandemia e rafforzato dall’adozione di rigidi protocolli sanitari causa Covid.

Con l’obiettivo di tutelare al livello più alto possibile la salute sia dei lavoratori sia delle comunità locali, Eni ha previsto un protocollo di misure aggiuntive a quelle già attuate e un programma di screening epidemiologico per la prevenzione e il contrasto al Covid-19. La più importante delle misure attuate è la campagna di test tramite tamponi rapidi in un’area nelle immediate vicinanze del COVA che a regime consentirà di effettuare circa 1.000 tamponi al giorno tramite 5 postazioni, con copertura h24 e l’impiego di 4 medici, 16 infermieri, 16 operatori sanitari/tecnici di prevenzione e 16 lavoratori adibiti al controllo logistico dell’area. L’organizzazione del lavoro, inoltre, prevede la divisione e il raggruppamento delle persone in bolle di poche unità, per omogeneità di intervento, in modo da evitare il più possibile incroci, contatti, prevenire rischi e intervenire con un tracciamento immediato in caso di alert sanitario. Sono stati aumentati i varchi di ingresso, per le persone e per i mezzi, con l’installazione di termo-scanner, ed è stata accresciuta la vigilanza per i distanziamenti dei lavoratori che indosseranno le mascherine ffp2.

Dall’arrivo del Cane a sei zampe in Val d’Agri questa è la seconda fermata (una mini-fermata ci fu anche nel 2015). In termini occupazionali il sessanta per cento della forza lavoro è lucana, di gran lunga superiore alla percentuale di dieci anni fa, a dimostrazione di come la formazione e il trasferimento di competenza ai lavoratori lucani siano cresciuti di pari passo allo sviluppo industriale.