Estate: Maratea in affanno, Matera resiste

I dati che registra l’Apt segnano un calo dell’occupazione nel settore alberghiero. In Basilicata si riduce il turismo “di lusso”

Il freddo linguaggio dei dati dice che “il trend è quello nazionale”. E cioè che nei mesi estivi, da giugno a settembre, il settore del turismo registra una progressiva crescita delle prenotazioni confermate, seppure in un quadro preoccupante per la percentuale di prenotazioni annullate. Per quel che riguarda la riapertura delle strutture alberghiere, la percentuale media si attesta intorno al 95%, con segni maggiori di flessione nell’area di Potenza e della Val d’Agri. Per quel che riguarda la perdita di occupazione, si registrano 506 posti di lavoro in meno, di cui 249 solo nelle strutture della costa ionica. A metà della stagione estiva i motori non sono ancora a tutto gas, sebbene l’Apt registri alcuni “segnali sicuramente incoraggianti”, come si evidenzia anche il rapporto di Federalberghi nazionale, che “indica Matera (55% prenotazioni rispetto alla disponibilità) e Perugia (54%) come le uniche città d’arte con risultati positivi rispetto alla media nazionale”. Perso quel clima di contagiosa spensieratezza che aveva caratterizzato l’estate 2019, quando anche il più confinato dei paesini lucani aveva avuto i suoi giorni di partecipata allegria al traino di Matera capitale. Il distanziamento fisico anti-Covid complica l’organizzazione festivaliera, ma si faranno comunque due giorni last minute di cinema a Maratea, l’arrampicata sui calanchi ad Aliano comunque ci sarà, mentre Metaponto e la costa jonica diventano regine per la spiaggia larghe salvate dall’erosione. E infatti dai dati Apt si deduce che Maratea registra un calo del tasso di occupazione del 3% circa, la fascia ionica è l’area con la più alta percentuale di occupazione, gli arrivi stranieri si equivalgono a quelli di Maratea, circa 11.000, mentre gli arrivi italiani sono 205.000, superiori a quelli di Matera. Il Pollino ha una permanenza in calo del 2,42 % e una occupazione che si potrebbe definire drammatica, perché non raggiunge neanche il 15%. Si osserva qualche curiosità: le camere degli alberghi a 1 e 2 stelle in Basilicata sono 652, circa il 10% del totale delle camere d’albergo regionali, mentre le strutture a 5 stelle hanno solo 174 camere in tutta la Regione: praticamente è inesistente il segmento del turismo “ricco”. Inoltre, i dati evidenziano una diminuzione del 4% circa nell’occupazione degli alberghi di qualità, il che vuol dire che la Basilicata non è capace di trattenere i mercati “di lusso”.