Per le Pmi lucane 10 milioni di contributi

E intanto arrivano anche nuovi capitali internazionali: il caso della multinazionale spagnola Indra

“Un così alto numero di domande non si era mai visto per un avviso pubblico”, dice l’assessore alle attività produttive, Francesco Cupparo. Sono 4.334 le istanze candidate al contributo previsto dal bando per la ripresa delle piccole e medie imprese e delle professioni. I dati: 330 milioni di euro di investimenti programmati dai richiedenti, un’istanza complessiva di contributi di circa la metà e una dotazione finanziaria messa a disposizione dalla Regione di circa 10 milioni di euro. Potrebbe sembrare poco ma è solo l’ultimo segmento regionale dell’aiuto per la ripartenza del sistema delle piccole imprese (rimodulazione dei fondi ex Par- Fas 2014/2020), non soddisfa ancora tutti ma non è molto lontano nel tipo e nell’entità della misura –è l’analisi dell’assessore regionale alle attività produttive – da quello statale. Sono infatti 19,6 i milioni erogati dal decreto ristori alla Basilicata, secondo i calcoli dell’Agenzia delle entrate, per poco più di 7 mila richieste.

Tira le somme, Cupparo, facendo il calcolo di tutti i ristori per le attività economiche messi a disposizione dalla Regione Basilicata, a partire da marzo scorso, per un totale di circa 100milioni di euro, una somma “cinque volte superiore a quella del Governo”, commenta. Le istanze sono pervenute da tutto il territorio lucano (2.894 richieste dalla provincia di Potenza,1.140 dalla provincia di Matera, 1.440 le domande provenienti dalle aree interne). E se il mondo delle piccole imprese spera nella ripartenza (e si apre il dibattito pubblico sulla successiva fase gestionale oltre quella della fase emergenziale), la Basilicata registra anche nuovi assetti di capitale internazionale. È il caso della multinazionale spagnola Indra, colosso globale dell’information technology – che ha acquisito Smart Test e le quote di maggioranza dell’azienda lucana SmartPaper, considerate un “fiore all’occhiello” dell’imprenditoria lucana ad alta tecnologia. Positivo il commento delle organizzazioni sindacali: “La prospettiva di fare della Basilicata, attraverso le unità produttive presenti a Tito e Sant’Angelo Le Fratte, il proprio centro di competenza in Europa rispetto alle attività di Business Process Outsourcing (BPO), di cui l’azienda lucana è leader italiana – dicono i dirigenti sindacali – rappresenta una notizia importante non solo per il futuro dell’azienda ma anche per lo sviluppo nella nostra regione di un settore di frontiera come quello dell’ information technology.

Registriamo, in proposito, come un primo impegno positivo le dichiarazioni di Pedro Garcia, direttore di Minsait Italia e responsabile delle attività europee della società spagnola”.