Transizione ecologica: gli impegni della Basilicata

Per affrontare questa sfida epocale è importante la cooperazione tra pubblico e privato

Come ci si prepara alla transizione ecologica in Basilicata? Gli obiettivi europei sono ambiziosi, e certamente da percorrere con gradualità, affinché siano sostenibili da un punto di vista economico e soprattutto occupazionale. Ma il percorso è segnato e la direzione ormai imboccata. In Basilicata c’è una forte cooperazione tra pubblico e privato su questa sfida epocale, tant’è che su stimolo di Confindustria approda in Consiglio regionale una proposta green. In attesa dell’approvazione del Piano paesaggistico regionale si intende incrementare la produzione energetica da fonti rinnovabili, superando il limite di 10 megawatt previsto dall’attuale normativa per gli impianti fotovoltaici costruiti in alcune aree del territorio lucano.

Nel frattempo i progetti per il Recovery riguardano principalmente la messa a sistema delle acque e delle dighe presenti in regione, dalle quali possono trarsi opportunità di produzione energetica e di incremento occupazionale. Gli invasi coinvolti sono ben 14, ed un dossier presentato alla Presidenza del Consiglio dei ministri certifica come lo sviluppo del settore possa portare 150 posti di lavoro in più, oltre che un considerevole risparmio in bolletta. Quattro programmi per l’idroelettrico, dal valore di 1 milione di euro, con un orizzonte da qui a 5 anni.

Dall’altro lato poi l’annuncio dell’amministratore unico della Società energetica lucana, Luigi Modrone, sottolinea l’attenzione alle FER del territorio: in dieci paesi l’ente realizzerà parchi fotovoltaici, con la nascita di altrettante comunità energetiche.