Dime, obiettivo zero infortuni

Le statistiche sulla sicurezza indicano meno di un incidente ogni milione di ore lavorate

I dati dicono che presso il Distretto meridionale (Dime) di Eni si registra meno di un infortunio ogni milione di ore lavorate rispetto ai 15 che avvengono in media nell’industria italiana. Ma non basta. Il dato statistico decisamente positivo non esclude l’obiettivo di raggiungere standard ancora migliori: zero infortuni. I dati di partenza delle statistiche infortunistiche (i dati relativi agli infortuni sono dell’Inail e quelli riguardanti le ore lavorate sono dell’Istat) disegnano un quadro rassicurante: il numero degli infortuni – prendendo in considerazione gli ultimi anni, dal 2016 al 2019 – è nettamente al di sotto di quello del resto del settore industriale in Italia e in Basilicata. Nel 2019 l’indice di frequenza infortuni totali registrabili per la forza lavoro (per gli addetti ai lavori nell’industria estrattiva è il Trir, acronimo per Total recordable incident rate) del Dime è stato pari a 0,84, mentre quello relativo al settore dell’industria italiana è pari a 14,72. Se consideriamo il numero totale degli infortuni sul lavoro in Basilicata, nel 2018 si registrano 765 casi solo nel settore industria e 3.212 nel totale delle attività contro i 6 del Dime che, nel 2019, sono scesi a 3. Eni è impegnata a diffondere la cultura della sicurezza di tutte le persone, sia dipendenti sia contrattisti, come parte essenziale delle proprie attività. Nel 2019 sono state erogate ai dipendenti Dime oltre 11 mila ore di formazione Hse e nel 2020 è previsto un ulteriore incremento, compatibilmente con l’andamento dell’emergenza Covid. Nel 2019, inoltre, nell’ambito del Patto per la sicurezza, sono stati effettuati circa 18mila sopralluoghi mirati e oltre 650 colloqui di sensibilizzazione dei lavoratori. Anche i numeri del 2020 sono in linea con i risultati del 2019. Il Patto per la sicurezza riguarda le imprese contrattiste che operano per il Distretto meridionale, che ad oggi sono 50 e saliranno di ulteriori 15 nel 2020. Per queste imprese, Eni mette a disposizione iniziative di comunicazione, interventi di formazione aggiuntiva, lesson learned e controlli in campo da effettuare congiuntamente.