Un vento nuovo oltre Oceano

Tutte le decisioni del nuovo presidente Usa Joe Biden ci riguardano e alcune, quelle in campo energetico in primis, ci interessano da vicino

Non sempre e dappertutto un voto cambia le cose in profondità: anche nel mondo turbinoso in cui viviamo, vi sono sistemi che agiscono in continuità, nazioni nelle quali l’alternarsi di governi e maggioranze non determina particolari scossoni nelle strategie economico-sociali che si perseguono sul piano interno, al di là dell’avvicendarsi di leader più o meno capaci. E non hanno riflessi significativi su quanto accade altrove.

È più che superfluo sottolineare che le cose cambiano - e come - se osserviamo quanto succede in quello che da molti decenni è il paese-guida dell’Occidente. E cambieranno con l’elezione di Joe Biden a presidente degli Stati Uniti d’America. Non solo perché la presidenza Trump è stata obiettivamente divisiva e traumatica all’interno, fino all’evento inquietante dell’assalto a Capital Hill. Ma perché il neopresidente ha già annunciato novità significative, nell’ambito delle grandi scelte strategiche: per esempio sul piano delle politiche energetiche, che ci riguardano e ci interessano da vicino.

In uno dei suoi primi ordini esecutivi, Biden ha già deciso il ritorno degli Usa dentro il quadro dell’accordo di Parigi del 2015 sui cambiamenti climatici, che Trump aveva abbandonato per sviluppare una politica di indipendenza energetica nazionale.

Biden tornerà, quindi, a parlare il linguaggio della condivisione degli obiettivi di carbon neutrality e dell’interdipendenza mondiale. Quanto questa opzione peserà negli equilibri globali, e come al loro interno si collocheranno l’Europa e l’Italia, lo vedremo presto. Ma è certo che, dal nostro orizzonte locale, dovremo scrutare con molta attenzione quello che si deciderà oltre Oceano.