I giovani si vaccinano in massa e scoprono Scotellaro

Il sistema di prenotazione di Poste ha assegnato a molti ragazzi lucani l’hub di Tricarico, paese del grande poeta

di Lucia Serino

Ma Scotellaro chi? Nelle chat dei ragazzi potentini è tutto un mettersi d’accordo e prendere appuntamenti per la trasferta di massa a Tricarico dove, tra luglio e agosto, il sistema di prenotazione del vaccino anti-Covid ha “spedito” i giovanissimi per avere la prima agognata dose di libertà. Qualcuno timidamente ricorda: è il paese di Rocco Scotellaro. La punteggiatura interrogativa degli under 18 non lascia spazio ad equivoci. Ma il vuoto si riempie presto, curiosità e Wikipedia a portata di mano, e così la gita anti-pandemica nel bellissimo paese in provincia di Matera ha un effetto aggiuntivo del tutto inatteso: il poeta dei contadini, pilastro della storia lucana, ingiustamente fuori da molte antologie indicate dai programmi ministeriali, sconosciuto soprattutto ai più piccoli, diventa all’improvviso popolarissimo e si guadagna il suo hashtag, entrando in una comunicazione condivisa per una bizzarra e fortunata coincidenza dovuta al sovraccarico di prenotazioni. Va bene anche questo. Va bene soprattutto la partecipazione di massa dei ragazzi alla campagna vaccinale. Hanno atteso pazienti il loro turno, pochi immaginavano che la next generation, in tutt’Italia, fosse così desiderosa di mettere in soffitta il Covid pur rimanendo fuori dalla zona di rischio grave. È stato un boom, di notte o di giorno purché si faccia il vaccino, tutti responsabili, fiduciosi nella scienza e desiderosi di futuro. E, ovviamente, pieni di desiderio di tornare alla loro vita di sempre, compresa la scuola in presenza. Questa settimana toccherà in anticipo ai maturandi, poi via via a tutti gli altri. E sono loro, i ragazzi, che ora fanno alzare l’asticella dei numeri delle dosi iniettate. Una speranza per tutti. E se la corsa al vaccino in Basilicata si porta dietro anche l’inatteso incontro con il poeta dei poeti lucani deciso in automatico dal sistema di prenotazione di Poste italiane, c’è veramente da riconoscere, come egli scriveva, che “sempre nuova è l’alba”.