Sconfiggere il nemico che torna

Massimo impegno per evitare una recrudescenza del virus. E, soprattutto, facciano tutti la loro parte: istituzioni, imprese, persone

Forse non abbiamo fatto il dovuto per prevenire la seconda ondata del maledetto virus. Forse abbiamo peccato di superficialità. Forse a ciascuno di noi faceva piacere pensare che l’avevamo sfangata. Fatto sta che non è così. Il nemico è sempre tra noi, non ci ha mai abbandonato, e in questi giorni torna a farsi sentire con cattiveria. È dunque questo il momento più difficile, perché dopo aver respirato e (forse) esserci illusi, ora bisogna rapidamente rialzare le difese: quelle sanitarie, quelle sociali e soprattutto le difese morali, che possiamo trovare solo dentro ognuno di noi. Intanto, a differenza della prima ondata, in Basilicata non siamo ai margini del turbine. È vero che abbiamo pochi abitanti, godiamo di un distanziamento sociale “naturale”, e che le statistiche regionali non richiedono ancora misure drastiche. Ma questo non può tranquillizzare. Siamo parte di un mondo sconvolto dalla pandemia nella sua interezza, e siamo cittadini di una nazione tra le più colpite, nella quale il Covid sta spostando il suo baricentro, arrivando alle porte di casa nostra: in Campania, in Puglia e in tutto il Sud. E dunque massima allerta, che ognuno faccia la sua parte per impedire una recrudescenza del virus. Ma anche, e soprattutto, massima mobilitazione delle nostre coscienze, perché nessuno si faccia prendere da un sia pure giustificabile scoramento di fronte alla nuova ondata. Non c’è tempo per lasciarsi andare alla depressione, abbiamo più che mai il dovere di operare per il bene delle nostre comunità. Nelle condizioni possibili, tutti devono fare la loro parte, le istituzioni, le imprese, le persone; dobbiamo lavorare, studiare, vivere. Rinunciare significherebbe solo darla vinta al nemico.